A TE CHE MI HAI DERUBATO

Questo è indirizzato a te, che questa mattina mi hai rubato cinquanta euro. Lo so che tecnicamente non mi hai derubato, dal momento che guardando a terra avrai trovato i cinquanta euro di un povero idiota che li ha lasciati cadere così, come un fazzoletto dalla tasca. Il povero idiota sono io. Ecco, vorrei semplicementeContinua a leggere “A TE CHE MI HAI DERUBATO”

DEVI FARE COME

C’è un uomo che abita in quel casolare. Ogni tanto vado a trovarlo. Tutti pensano e dicono che abiti da solo. Tutti si sbagliano. Felice – così si chiama – si sveglia ogni mattina alle sei e mezza e va a dare da mangiare alle oche. E quelle, dalla prima all’ultima, starnazzando lo seguono nelContinua a leggere “DEVI FARE COME”

L’ ACCEZIONE POSITIVA DELL’OMBRA

“…Ti parlo dell’area scura proiettata su una superficie da un corpo, che intercetta una sorgente luminosa e si interpone tra la superficie e quest’ultima. Ti parlo dell’ombra e di tutte le cose che pensi siano indissolubilmente legate a te in un modo, invece dovresti immaginarle sotto un’altra luce. Ti parlo dell’ombra e della tendenza che abbiamo a credere che qualcosa non esista, semplicemente perché non la vediamo…o della necessità di estremizzare le antitesi…”

LA VECCHIA

Per quello che potevo vedere i capelli grigi le arrivavano oltre il seno che era completamente svuotato e abbandonato su un ventre davvero piatto, perché devi immaginare una vecchia molto, molto minuta. Addosso aveva una camicia da notte, di quelle semplici color crema, a maniche corte, la pelle flaccida e rugosa che le pendeva dalle braccia sembrava fregarsene del fatto che ieri sera c’erano dieci gradi.