DENTRO, FUORI E INTORNO ALLA GABBIA | IL ROMANZO ESORDIO DI ANDREA CINALLI

Certe volte l’incontro con l’altro fa sì che si accenda una torcia sulle ombre, sugli aspetti non in luce del nostro essere. È ciò che accade a Matilde e Gaetano, protagonisti del romanzo, che trovano nella conoscenza reciproca la possibilità di mettersi in dubbio e di mettere in discussione i confini della gabbia entro cui vivono. Matilde vive una storia con Virginia ma si sente spesso smarrita, Gaetano invece rifugge qualsiasi situazione che vada oltre il sesso occasionale e al tempo stesso lotta con l’apatia che prova per i corpi dei ragazzi con cui va a letto. La gabbia, qui, è l’identità sessuale, se vissuta come spazio entro cui reclude un’etichetta che viene attribuita dalla società per convenzione. Gabbia sono anche i confini immaginari che ognuno crea per se stesso come zona di comfort, fino a convincersi che facciano al caso suo. La gabbia che, da un momento all’altro, ci si ritrova a osservare da fuori pensando che non è poi tanto male uscirne. Perché ci sono limiti che ci appartengono ed è giusto riconoscerli, poi ci sono falsi limiti, che certe volte inibiscono l’essere noi stessi fino in fondo.

Matilde e Gaetano lo scoprono in modo intimo, delicato e a tratti impacciato e arrabbiato, con le contraddizioni che appartengono ai loro caratteri e alla loro età. Si conoscono, dapprima con diffidenza, all’interno dell’associazione Gay Troop, dove si fa dibattito e si approfondisce la tematica LGBT con tutte le sue possibilità.

Un po’ per caso e un po’ per scelta si trovano ad affrontare insieme un’esperimento: fingersi una coppia eterosessuale che pianifica di avere una vita insieme.

Se tutto parte come un compito da portare avanti, in realtà nelle due giovani anime si smuove qualcosa. Entrambi covano sul fondo dei loro stomaci il beneficio del dubbio rispetto a ciò che credevano su se stessi, trovandosi a camminare per mano lungo una strada incerta, attorno alla quale gravitano persone del presente con cui è difficile convivere – come le loro depresse madri – e ricordi del passato che fanno fatica a essere lasciati indietro. 

La struttura del romanzo è d’ispirazione seriale – come dichiara lo stesso autore, che afferma di essere cresciuto a furia di serie tv – e con questo racconto può sicuramente essere d’ispirazione agli spiriti più giovani e far riflettere perfino chi ormai si considera “adulto” – perché anche tale etichetta è messa in discussione, qui, dove niente è certo e forse è giusto che sia così.

Attraverso una scrittura fresca, ricca di dettagli visivi, a tratti umoristica e descrittivamente fitta ci viene regalato un romanzo fatto di incastri temporali e contraddizioni emotive che mostrano, parallelamente, momenti e frammenti di una relazione che si fa via via più intensa e profonda.

Matilde e Gaetano sono protagonisti di una storia esclusiva che li vede condividere le incertezze e i dubbi che si direbbero tipici di una certa età dell’esistenza di una persona.

Ma quanto di ciò che viviamo a “quell’età” è capace di dissipare, nel tempo, tali dubbi e incertezze?

Dentro, fuori e intorno alla gabbia sembra suggerirci che le strade percorribili siano molte, anche se spesso crediamo – e ci fanno credere – di essere destinati a un cammino preimpostato.

Siamo complessi e sfaccettati, e Andrea Cinalli con questa storia ce lo racconta bene.

Pubblicato da barcadicarta

Autrice di: Ogni cosa che scrivo

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