LE CORNACCHIE RIDONO

Le puoi trovare il pomeriggio, all’imbrunire, appollaiate sul ramo che si sono scelte. Stanno lì per ore, a osservare la gente che passa ma più che altro a ridere a crepapelle tra loro. 

Le cornacchie in questione sono tre. 

Una ha i capelli rosso fuoco e una piega anni ’70, indossa un maglioncino leopardato e un paio di orecchini a clip molto vistosi. Ha la risata da fumatrice incallita. Potrebbe essere perfino bella, se solo non aprisse la bocca e mostrasse un accozzaglia di denti marroni messi lì per caso. La seconda, ossuta e spigolosa, i capelli neri e finissimi, è sempre piegata su se stessa dalle risa, ha un paio di occhiali tondi che le occupano tutto il viso, le unghie lunghe – troppo – smaltate accuratamente di fucsia. Poi c’è la terza, la più corpulenta tra le tre e anche la più anziana, è leggermente incurvata e pende verso sinistra, porta una lunga giacca di pelle nera e degli stivali lucidi categoricamente neri. Qualcuno l’ha vista provare a volare e dice che non ne è più in grado. Le cornacchie, seppur con le loro differenze, hanno una caratteristica comune: i minuscoli occhi neri. A volte si ostinano a osservare qualcuno tanto da fargli sentire il loro sguardo addosso; sembra che lo facciano per il puro gusto della pressione psicologica. Poi riprendono a ridere tra loro e dimenano le ali come se nessuno intorno desiderasse intrattenere una conversazione o passeggiare in silenzio senza doverle sentire gracchiare. 

Le risate si acquietano per qualche istante, con qualche strascico e schiaritura di gola. Le cornacchie si dissetano e si cibano in silenzio, stirando le zampe sotto il tavolo.

La cornacchia rossa manda la testa all’indietro per bere fino all’ultimo goccio il suo caffelatte, tira fuori una sigaretta dal pacchetto – probabilmente la decima da quando si sono appollaiate – mentre la cornacchia dalle unghie smaltate pare riprendere un discorso importantissimo; tutte si avvicinano verso il centro del tavolo, acquattandosi, per dirsi meglio qualcosa che fa scoppiare la cornacchia fumatrice in una fragorosa risata con cui si spezza il fumo in gola, sputandolo con dei colpi di tosse soffocati.

Arriva un punto in cui ridono talmente forte che diventa incontenibile il desiderio di conoscere il motivo di tanta ilarità.

Gira voce che le cornacchie siano tre zitelle pazze e che si raccontino continuamente la stessa storia, per la quale ridono ogni volta come fosse la prima. Altri pensano che le loro risate siano dovute a scambi di battute sconce e volgari, perché le cornacchie, si sa, pensano solo al sesso. Qualcuno poi ha detto che le tre vivano insieme, in una casa sull’albero, dove fanno magie e incantesimi e che s’incontrino fuori per scegliere le proprie vittime. 

La verità è che nessuno sa perché le cornacchie si divertano tanto tra loro.

Tutti ne sentono le fragorose risate, nessuno ne ode davvero i discorsi.  

Pubblicato da barcadicarta

Autrice di: Ogni cosa che scrivo

2 pensieri riguardo “LE CORNACCHIE RIDONO

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