LA VECCHIA

…Stavo rientrando da questa cena un po’ sopra le righe…avevo i piedi stanchi per i tacchi e sentivo di essere andata oltre con l’alcol ma è stato così bello che andava bene. 

Tu sai che non prendo i mezzi, preferisco farmela a piedi. Mentre cammino però mi rendo conto che sono le undici meno dieci e penso merda il coprifuoco, sono a tipo tre chilometri da casa, perciò aumento il passo e rifletto su come fare più in fretta. A me questa faccenda…non so a te, ma a me questa faccenda ha azzerato il cervello e ora è tarato con queste nuove modalità. Comunque stavo ragionando sul togliermi i tacchi o meno, che magari avrei fatto più in fretta, quando sento qualcuno che mi chiama, una voce di donna. Quando mi sono voltata ho pensato che avevo decisamente esagerato con l’alcol perché sulla strada si è accostata una Bugatti Type 35B, ce l’hai presente? Io perché l’ho cercata. E al volante una signora…cioè…una vecchia. Per quello che potevo vedere i capelli grigi le arrivavano oltre il seno, che era completamente svuotato e abbandonato su un ventre davvero piatto, perché devi immaginare una vecchia molto, molto minuta. Addosso aveva una camicia da notte, di quelle semplici color crema, a maniche corte, la pelle flaccida e rugosa che le pendeva dalle braccia sembrava fregarsene del fatto che ieri sera c’erano dieci gradi. Aldilà della presentazione però mi ispirava fiducia, portava una mascherina ricamata all’uncinetto, aveva gli occhi intensi e sorridenti e dopotutto ho un debole per le persone bizzarre. Mi ha detto che poteva darmi un passaggio se ero distante da casa.

Non vedono l’ora di fare le multe a chi non rispetta le regole. Multe salate!


Ha detto. Sono salita sulla Bugatti, che comunque è una macchina assurda, e la vecchia mi ha scrutata da capo a piedi cambiando totalmente espressione, come se si aspettasse una persona diversa. Indossavo un vestito di velluto color petrolio, corto, ma davvero elegante. Ho avuto la sensazione che non le piacesse o non lo approvasse e mi è sorto il dubbio che forse avrei dato meno nell’occhio a piedi che su quella macchina, ma ero stanca e volevo solo tornare a casa, lei è partita in quarta sia con l’auto che con un discorso con cui mi ha bombardata fino all’arrivo. Ha iniziato dicendo Hai idea da dove venga la stoffa del tuo abitino? Va da sé che la mia ubriachezza e la sua sfrontata parlantina hanno trasformato la nostra possibilità di conversazione in campo fertile per un suo monologo senza freni. Io mica dovevo giustificarmi per come ero vestita e quindi lei riparte e dice mi dispiace, mi dispiace di vedere voi giovani così persi e apatici. Così rincoglioniti. Mi dispiace perché vi abbiamo – e sono magnanima parlando al plurale visto che io non ho figli – vi abbiamo riempito la testa di stronzate. Non vi abbiamo insegnato a nutrire la vostra anima ma solo a pensare a mangiare accumulare consumare. A quel punto mi rendo conto che era così eccitata dal suo discorso che stava gesticolando con entrambe le mani senza curarsi minimamente del volante e facendo tintinnare le decine di bracciali con campane e campanelli che portava ai polsi; e la macchina comunque andava dritta per la sua strada e a me stava tornando su quel goccio di sambuca di troppo, che come immaginerai erano poi quattro o cinque bicchieri. Ma era stata una bella serata e se la vecchia non avesse tirato fuori un coltellaccio di lì a poco sarei tornata a casa sana e salva. Ho fatto un sospirone, ho spalancato gli occhi e la bocca per cercare di svegliarmi e per qualche secondo ho avuto la sensazione che il mio udito smettesse di funzionare, perché guardavo le labbra grinzose della vecchia mutare forma sotto le luci e le ombre della strada, si muovevano in modo concitato ma non riuscivo a sentire le sue parole. Ti è mai capitato? Poi l’auto ha svoltato alla curva prima di casa mia ed è stato come se qualcuno mi riattaccasse il filo delle cuffie in cui era appena inciampato per sbaglio, e la vecchia non aveva mai smesso di parlare…Quando leggo quegli articoli, se così si possono chiamare, in cui vi spingono a essere in un certo modo, vi dicono come fare le cose, come mangiare, come arredare le vostre case, cosa fare del vostro fisico, come agghindarvi, con quali prodotti lavarvi il culo, io mi chiedo dov’è la libertà di essere chi cazzo vi pare?!

Boh, alla fine un po’ aveva ragione.

E poi non lo sapete ma vi spiano. Tutti. E con questa cosa in giro adesso…ah! 

Così ha detto: con questa cosa in giro adesso ah! Ed è lì che ho sentito il suo alito alcolico che era poi il mio e ha fermato la macchina davanti casa inchiodando. Prima che scendessi dall’auto ha allungato una mano grinzosa nel sotto-sedile, ha tirato fuori un pacchettino di carta che mi ha messo di fronte al naso e mi ha invitato ad aprirlo. Dentro c’erano delle Morositas…te le ricordi? O almeno mi sembravano. Mi ha detto:

Queste ti fanno vedere le cose come stanno. Tienile, è un regalo per te. 

D’istinto le ho annusate ma non sapevano di niente. Ero totalmente confusa. E no, forse non le volevo le Morositas che mi avrebbero mostrato la realtà dei fatti. Allora ho gentilmente rifiutato dicendo che ero a posto, ho preso le chiavi dalla borsa, l’ho ringraziata e sono scesa dalla macchina. Erano le undici e due minuti. Sono entrata in casa levandomi la mascherina, sono andata a lavarmi le mani e mi sono buttata sul letto, esausta, con il vestito e i tacchi addosso. Stamattina dopo essermi svegliata ho rimesso insieme i pezzi ripensando alla vecchia, alle cose che mi aveva detto, che non erano del tutto sbagliate ma che comunque erano uscite dalla bocca di una vecchia matta che guidava una Bugatti del 1927. Da cui io avevo accettato un passaggio.

Mi sono levata le scarpe e mentre facevo questa cosa ho realizzato che in realtà non le avevo mai indicato la strada di casa mia e lei non me l’aveva mai chiesta.

E poi, assurdo…ero convinta di averle rifiutate…e guarda cos’ho in borsa. 

Immagine in evidenza di Dario Faraon

Pubblicato da barcadicarta

Autrice di: Ogni cosa che scrivo

3 pensieri riguardo “LA VECCHIA

  1. Devo dire che questa storia è davvero originale, sei riuscita a vestirla di sensazioni tue senza mai oltrepassare il confine del fantastico. 😊

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