MisanderstendingS immortali

(Stefano incontra Amelia, vecchia conoscenza di famiglia persa di vista da tempo, che gli offre un caffè approfittando per chiacchierare un po’)

AMELIA: …quindi ecco, è un ingegnere formidabile e per fortuna quella faccenda è una cosa che tutti piano piano ci stiamo lasciando alle spalle… ma parliamo di te adesso, forza. Dimmi dimmi, come stai? Non vedo i tuoi genitori da almeno due anni. Incredibile. Allora, come stai?

STEFANO: …tutto bene, uguale a prima direi. E suo marito?

AMELIA: Come, uguale a prima! Ormai è più di un anno che ne siamo usciti del tutto, sarà pur cambiato qualcosa anche per te…Cosa ordini? Offro io.

STEFANO: Un caffè, grazie.

AMELIA: Allora due per favore, grazie. Questo vizio non me lo toglie nessuno. Ti dicevo, ai miei nipoti le cose vanno meglio di prima, tutti sistemati, certo! Hanno sempre mirato dritti al loro scopo… e tu invece, che cosa…

STEFANO: Mah…io niente.

AMELIA: Niente…? 

STEFANO: Niente di che.

AMELIA: Cos’è che facevi che non…

STEFANO: Scrivevo…?

AMELIA: Ah ecco certo. E scrivi ancora?

(Stefano annuisce)

AMELIA: Di cosa ti occupi di preciso che non mi ricordo? Giornalismo?

STEFANO: Drammaturgia.

AMELIA: Ma non mi dire, anche la mia Cecilia, la più piccola, anche se adesso lavora in banca ha una laurea in scenografia.

STEFANO: No, scenografia in realtà non c’entra granché con i miei studi, io mi occuperei di testi teatrali, mentre scenografia…

AMELIA: …ma certo che stupida! Quindi sei uno sceneggiatore?

STEFANO: Non è esattamente la stessa…

AMELIA: Che bello, adoro la televisione sai? Sono un’appassionata.

STEFANO: Non mi dica.

AMELIA: Potresti essere l’autore della prossima telenovelas italiana.

STEFANO: (sottovoce) Oh porca troia.

(Arrivano i caffè)

AMELIA: Come scusa?

STEFANO: Dico: ‘avoja…scusi ogni tanto mi esce la parlata, sa…intendevo che è uno dei miei obiettivi.

AMELIA: Ci credo, io la guarderei eh! Non ne perdo una. I tuoi genitori saranno fieri di te.

(Stefano sorride bonariamente.

Bevono il caffè.

Silenzio)

AMELIA: Ma pensa…scenografia…e poi che cosa fai? Per vivere intendo. 

STEFANO: Ho una toeletta per cani, rigorosamente carlini, e il sabato e la domenica mi dedico al mio mercato di cestini in vimini.

AMELIA: …bello. Bello, molto bello, bravo, allora ti dai da fare! Continua così vedrai che le cose andranno bene.

STEFANO: No no ma infatti sono molto ottimista.

AMELIA: Bravo! Sono contenta. Ora vado, ricordati di portare i miei saluti a mamma e papà d’accordo?

STEFANO: Certo, certo. Senz’altro. 

AMELIA: E alla prossima. Ciao caro.

STEFANO: Alla prossima. Arrivederci.

(Amelia fa per andare via ma torna indietro tirando fuori dalla borsa un block notes e una penna) 

AMELIA: Scusa, non voglio sembrare cafona ma mi scriveresti qui quello che fai, così se devo raccontarlo a qualcuno non mi confondo, capisci?

STEFANO: …ma certo, assolutamente.

AMELIA: Grazie, sai com’è a quest’età…non vorrei dire in giro che ti occupi di giornalismo quando invece…

STEFANO: No, no infatti glielo scrivo così non può sbagliarsi. Ecco. C’è scritto, vede…?

(Amelia si avvicina al foglio per leggere)

(Il contenuto della scritta è a libera invenzione di ciascun lettore)

FINE


Pubblicato da barcadicarta

Autrice di: Ogni cosa che scrivo

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