CIAO. SONO DOLORES.

Cognome? Dolores.

Ebbene sì. Faccio Dolores Dolores e questo nome mi si addice a pennello.

Sono l’alter ego di @barcadicarta nel periodo che va dal primo giorno di attesa fino all’arrivo del ‘barone rosso’, o del ‘marchese’ o del ‘tempo della luna’. Come volete. Tanto sono tutti strani i vari modi in cui abbiamo cercato di definirlo per non usare quella parola che sembra orribile e spaventosa, o almeno l’abbiamo fatta diventare:

Mestruazioni.

Tutte ce l’hanno e, chi più chi meno, soffrono nella fase in cui le attendono e in cui le vivono. Ma ciò non accade perché ci sono scompensi ormonali, o almeno non solo. È perché arriviamo noi: gli alter ego di ‘quei giorni’ che inevitabilmente spingono la diretta interessata a gesti ed emozioni inconsulte, a pensieri depressivi e ossessivi, a modalità di azione controproducenti per se stesse. Ma non vorrei spaventarvi. Ci si ritrova immediatamente sereni quando si accetta di convivere con parti di noi stessi che pensiamo non appartenerci. L’ho detto a @barcadicarta, testuali parole. Ha avuto una crisi isterica, mi ha gridato: “Io non sono te!”.

Cinque minuti dopo piangeva tra le mie braccia dicendomi di aver bisogno di me.

Va così con gli Alter ego.

Per quel che mi riguarda sono stata scoperta dal compagno di @barcadicarta. Un ragazzo devo ammettere alquanto sensibile e arguto che mi ha intravista nonostante i due si conoscessero relativamente da poco e un giorno, di sorpresa, ha rivelato la mia identità alla diretta interessata che, poverina, ancora continuava a chiamarmi ‘Sindrome Premestruale’.

Da quel giorno abbiamo iniziato a conoscerci e io sono libera di esistere e perché no, avere una rubrica sul suo blog.

Due cose su di me:

Sono una donna piuttosto sensibile, emotiva e a tratti irritabile. Sono lunatica, strettamente connessa con i cicli naturali. Adoro mangiare anche se spesso mi si chiude lo stomaco, ho una predilezione per cose commoventi che mi fanno piangere a dirotto ma anche per cose insignificanti che mi fanno comunque piangere a dirotto; mi piace insinuarmi tra gli umori della mia ‘persona base’ (vedi legenda) per spingerla a pensare o agire in un certo modo a seconda dell’occasione: acido, possessivo, infantile eccetera eccetera. Mi sento un po’ come Benigni nel Piccolo Diavolo in certe situazioni. È stato divertente a volte, vederla struggersi dei suoi stessi capricci e sentirla chiamarmi in modo scientifico per giustificarsi degli sbalzi d’umore. Io non sono un’etichetta valida per ogni donna, perché ogni donna ha la sua Dolores. Io, mi risveglio particolarmente nei quindici giorni antecedenti a quelli in cui @barcadicarta sarà ‘indisposta’ e le sussurro all’orecchio.

Questo però restituisce un senso di spietatezza alla mia immagine. Dopotutto non sono così, o almeno non del tutto. (Chissà se anche gli alter ego hanno un alter ego!) O almeno, bisognerebbe riconoscermi una consapevolezza ammirevole. Se avete voglia di conoscermi un po’ di più potete navigare nella mia pagina. Se non avrete voglia di scoprirmi me ne farò una ragione. Ma sappiate che sto già costruendo la vostra bambolina voodoo e dedicherò a voi il mio prossimo sfogo isterico.

Walter Matthau e Roberto Benigni – Il piccolo diavolo (1988)

Questa idea della ‘finestra consiglio’ mi è stata imposta da @barcadicarta in cambio del mio spazio sul blog. La trovo obsoleta ma se proprio devo farla almeno scelgo i consigli che dico io. Tipo questo.

Pubblicato da barcadicarta

Autrice di: Ogni cosa che scrivo

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